Donne al Voto. Intervista ad Anna Pitzalis

Anna Pitzalis

Anna Pitzalis dialoga con Carla Puligheddu.

Anna, Amministratrice del Comune di Orroli al quinto mandato esecutivo. Un impegno nel quale ha sempre creduto e che, nonostante le numerose difficoltà, ha affrontato con grande entusiasmo .

Carla –   “La diversità è ricchezza”. Nella tua esperienza politica quanto hai potuto condividere questo concetto

Anna – “la diversità è ricchezza” è un concetto che amo applicare e ne condivido appieno il suo forte significato; essere diverse vuol dire avere una propria identità, un proprio valore, come le diversità culturali, diversità linguistiche e ancora altre mille. Lo scambio, il confronto, lo puoi fare solo tra cose diverse, ed è proprio l’insieme delle diversità che restituiscono ricchezza. In questi anni di mandato ho condiviso spesso questo concetto, in particolare nella mia esperienza di assessora nella XIII Comunità Montana, forse per carattere? o forse perché sono stata fortunata ad avere le persone giuste vicino? Ma, ho portato avanti progetti insieme ai colleghi della minoranza, condiviso idee e lavorato per raggiungere obbiettivi comuni.
Sono fortemente convinta che alla base di un qualsiasi dialogo e confronto ci sia la volontà e l’umiltà di sapersi mettere in discussione e non chiudersi nella propria posizione.

Carla – Anna quindi, nell’amministrare la tua comunità non ti sei mai sentita sola?

Anna – Sentirsi sola! Posso dire che potrei fare una relazione per ogni singolo mandato, dove l’alternarsi dei colleghi e colleghe di amministrazione mi hanno regalato esperienze diverse. Il mio sentirmi sola l’ho vissuto in maniera forte, riferito al mancato sostegno o presenza da parte delle Donne che rivestono ruoli alti della politica Regionale. Ricordo un bellissimo convegno che venne fatto ad Orroli 15 anni fà, il titolo era; “Le Imprese delle Donne”. Imprese, inteso nel senso più ampio del suo termine.

Una delle relatrici che arrivava da Milano, sosteneva che le donne sarde che si impegnavano in politica si sentivano penalizzate, oggi dopo 16 anni  mi fa ancora sorridere, nessuno e dico nessuno potrà mai capire quanto noi donne impegnate in politica, non ci sentiamo penalizzate, semplicemente lo siamo! E pensate quanto possa sentirlo una donna impegnata in una piccola realtà delle zone interne. Di contro a tutto questo, ho avuto il grande sostegno da parte dei miei sindaci e colleghi amministratori, oltre all’ esperienze di fattiva collaborazione con le donne del gruppo.

Carla – Molti sostengono che per amministrare ci vuole competenza, innovazione e coraggio ma non serve che tali requisiti siano incarnati da donne e uomini in maniera egualitaria. Pensi che tale posizione ritardi ulteriormente il già lento processo di emancipazione femminile?

Anna – Di questo ne sono assolutamente convinta, per amministrare ci vuole competenza, ma la competenza si acquisisce con l’esperienza. Quindi, una cosa che, a parer mio è di assoluta necessità, è che la politica si faccia carico di preparare le persone che vogliono impegnarsi, ma in generale, educare alla politica, affinché donne e uomini partecipino in forma attiva e consapevole alla vita sociale e politica. Credo che con donne e uomini più preparati si andrebbe verso un emancipazione femminile e non solo.

Carla – Se non si trattasse di una banalissima discriminazione, si potrebbe pensare che in Italia in generale e in Sardegna in particolare, ci siano poche donne competenti.

Anna – Domanda non facile e forse da declinare ai vari livelli di impegno politico. Spesso nelle piccole realtà soprattutto per comporre ed equilibrare le liste si scelgono semplicemente uomini e donne che portano voti, squadre per vincere le elezioni.
A parte questo mio pensiero, ho incontrato donne davvero preparate e motivate, donne di alto profilo politico e umano.

Carla – Credi possibile l’unità e la trasversalità del mondo femminile per la realizzazione di una democrazia compiuta ?

Anna – Qui vive forte il concetto di “la diversità é ricchezza”. E’ assolutamente necessaria l’unità e la trasversalità del mondo femminile per la realizzazione di una democrazia compiuta. Unite per raggiungere un obbiettivo, qui mi viene da portare come esempio i raggi di una bicicletta, partono tutti da punti diversi per raccordarsi in un unico cerchio per regalare leggerezza e forza alla ruota che gira.

Carla – Nel resto del mondo le donne conquistano spazi sempre più ampi. Perché da noi le donne forti non vengono nemmeno candidate?

Anna – Gia! Perché? Perché ancora non si è capito quanto sia importante il ruolo delle donne in politica e soprattutto perché gli uomini non vogliono lasciare spazio alle donne. I pochi posti sono tenuti stretti e gelosamente protetti. Soprattutto in Sardegna il “POSTO POLITICO” è percepito come un privilegio acquisito.

Carla – La conciliazione ha sempre frenato le donne in politica. Come sei riuscita a conciliare i tuoi impegni politici con quelli di vita familiare e lavorativa ?

Anna – Non è stato facile e questa domanda la farei ai miei figli, ma scherzi a parte è stato complesso per la mancanza di strutture e servizi di supporto per quei momenti nei quali dovevi assentarti da casa per partecipare alla vita politica e lavorativa. Il grande supporto è stata la famiglia, intesa come parenti zii e nonni.
Ho dovuto spesso rinunciare ad appuntamenti importanti perché non riuscivo a conciliare.

Carla – Nei momenti cruciali hai pensato qualche volta di rinunciare, di abbandonare tutto e pensare solo al tuo privato?

Anna – Ho pensato mille volte di lasciare, di abbandonare tutto, perché mi sono sentita sola, perché mi sono sentita stanca e non ultimo quando il mio impegno amministrativo è diventato argomento di discussione e poi di rottura con uno dei miei soci, fino a prendere la forte decisione di lasciare un lavoro che amavo.
Non è stato facile sentirsi dire frasi del tipo: << o ti dimetti oppure lasci il lavoro>>, oppure concordare le giunte alla mattina presto per non assentarsi una mezzora, o scoprire che andava a visitare il sito del mio comune per vedere se ero presente in giunta. Potrei aggiungere ancora mille episodi, ma preferisco lasciarli dove ormai li ho sistemati.

Tutto questo perché considerato un impedimento a svolgere bene il mio lavoro. Premetto che ero l’unica donna di quattro soci. Chissà come sarebbe andata, se al mio posto fosse stato uno dei maschi?.

Il mio impegno amministrativo è stato solo un valore aggiunto e lo dimostrano contatti e lavori che riuscivo a portare avanti con grande successo. Ho sempre svolto il mio lavoro con grande passione ed entusiasmo e parte della mia vivacità lavorativa è stata sempre alimentata dall’esperienza amministrativa, che completava le mie competenze e mi arricchiva di nuove conoscenze e contenuti.

L’esperienza politica nasce dopo un evento familiare particolarmente doloroso, un impegno che mi ha permesso di non cadere nell’abisso della depressione, di dare forma alla mia capacità di organizzare eventi e convegni, esperienza che ho poi trasferito nel mio lavoro. Mi ha permesso di capire quanto mi piaceva impegnarmi per la comunità. Ho davvero sofferto di questa situazione e dopo un anno sto riorganizzando la mia vita professionale ripartendo dalle mie capacità. Non sarà facile, ma sono certa di riuscire. In questa mia travagliata parentesi, che sento di aver chiuso con testa e cuore, credo che abbia prevalso la forza che noi donne abbiamo.

Carla – Brava! Sei riuscita a ripartire da te, dalle tue risorse. Ma com’è il tuo rapporto con gli uomini colleghi?

Anna – Definirei il mio rapporto con i colleghi amministratori uomini assolutamente ottimo, godo della loro stima.

Carla – Vorrei capire se utilizzi e credi nel valore del linguaggio di genere?

Anna – Si, ma non mi scandalizza se vengo chiamata assessore e non assessora o vicesindaco invece che vicesindaca. Anche questa conquista avrà bisogno del suo tempo.

Carla – Votare donna aggiunge consapevolezza delle proprie potenzialità e sviluppa fiducia fra donne. Ti è capitato di votare donna in occasione di elezioni politiche e regionali?

Anna – Si, è una scelta che faccio. Penso che le donne in politica sono poche perché non godono del sostegno delle altre donne.

Carla – La doppia preferenza di genere ha favorito l’ingresso di un maggior numero di donne nei consigli comunali della Sardegna. Pensi che il dato si confermerà in occasione delle prossime elezioni del Consiglio Regionale in cui farà il suo esordio la norma introdotta di recente grazie al decisivo pressing delle associazioni femminili ?

Anna – Aspetto questo risultato, anche se sono convinta che ci sarà una maggiore presenza femminile. Ma insieme alle norme per la doppia preferenza di genere, costruiamo quei servizi necessari alle donne che vogliono impegnarsi in politica.
Chiudo facendo un appello…donne proponetevi, investite parte del vostro tempo per dare forza a governi capaci di cambiare, di rinnovarsi per consegnare ai nostri figli una società migliore.

Grazie Anna per questa bella testimonianza. Sei un esempio di tenacia, carattere e forte personalità, probabilmente anche grazie alla tua lunga esperienza politica. Un modello per molte donne ma anche per molti uomini.

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