Cercansi Candidate

Claudia Onnis.jpg

Tremate, tremate, le streghe son tornate…a casa.

A giudicare dai dati in circolazione, potremmo parafrasare così uno degli slogan più noti del movimento femminista negli anni ’70. Nonostante le conquiste ottenute in materia di aborto, divorzio, diritto di famiglia, diritto del lavoro, infatti, l’Italia di oggi non è ancora un “Paese per donne”.
A ricordarcelo, periodicamente, sono le statistiche pubblicate dai più importanti organismi internazionali: dall’Istituto europeo per la parità di genere (EIGE), al World Economic Forum, all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Quando si tratta di misurare la parità di genere il nostro Paese si piazza sempre in fondo alle classifiche.

Negli ultimi cinque anni l’Italia, forse anche per rimediare alle tante mortificazioni subite nel confronto con gli altri Paesi, ha approvato alcune importanti norme volte a promuovere una maggiore presenza femminile nelle istituzioni, grazie al meccanismo della doppia preferenza di genere, a cui la nostra regione si è finalmente adeguata con la recente, sofferta, modifica alla Legge statutaria del 2013.
Tuttavia, se è vero che le recenti innovazioni normative sembrano andare nella direzione giusta, resta il fatto che la lotta al divario di genere non può essere solo una questione di quote.

Il divario di genere in politica è una conseguenza di processi complessi e dell’interazione tra molteplici fattori in grado di facilitare od ostacolare l’accesso delle donne ai luoghi decisionali. Fattori che trovano terreno di crescita nelle strutture sociali, nei ruoli, negli stereotipi di genere della leadership. Prova ne siano le notizie apparse in questi giorni sulla stampa circa le difficoltà incontrate dai partiti nell’intercettare la disponibilità di un numero sufficiente di candidature femminili per le elezioni “politiche” del prossimo marzo.
La Commissione europea, d’altra parte, ritiene che mantenendo il ritmo corrente di cambiamento, saranno necessari altri 70 anni per conseguire un’effettiva parità di genere nelle istituzioni. E’ evidente che non possiamo permettercelo. Servono dunque azioni positive che si ispirino alle migliori esperienze europee.

In alcuni Paesi sono stati i partiti a mobilitarsi per ampliare la presenza delle donne nelle posizioni di potere (dalla formazione per l’utilizzo dei media, all’organizzazione di incontri tra esponenti femminili della politica nazionale e le candidate alle elezioni locali). In altri Paesi, azioni di portata considerevole sono state adottate a livello istituzionale (in Finlandia è previsto il finanziamento pubblico per le sezioni femminili nei partiti politici).

Secondo l’EIGE, tuttavia, le esperienze che si sono rivelate più efficaci nel promuovere la partecipazione femminile alla vita politica si caratterizzano per un approccio che integra l’adozione di strumenti normativi e politico-istituzionali, lo sviluppo di competenze di leadership femminile e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione volte a modificare comportamenti e visioni stereotipate, e creare un contesto sociale più favorevole all’equilibrio di genere.

Ma dove prendere le risorse per creare la nuova leadership femminile?

La nostra proposta si rivolge ai decisori politici, ai quali chiediamo di convogliare sull’obiettivo della parità di genere parte delle risorse stanziate dall’Unione europea per la coesione economica e sociale (i Fondi SIE 2014-2020 per intenderci). In Sardegna, in particolare, un utilizzo mirato del Fondo sociale europeo (FSE) permetterebbe di avviare in tempi rapidi un’azione pilota in linea con quanto previsto dalla Programmazione 2014-2020. Tanto più che il Programma Operativo Regionale del Fondo sociale assume la parità tra uomini e donne come priorità trasversale, anche in termini di partecipazione all’economia e ai processi decisionali.

Discutiamo insieme il prossimo 14 gennaio.

Claudia Onnis

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...