L’Amore é un’Altra Cosa

abito rosso.jpgAveva appena inflitto una lucidissima scarica di violenza, l’ennesima . Poteva essere l’ultima, quella definitiva . Certamente non è stata la prima volta ad aver simulato l’amore per giustificare le tante orribili aggressioni. Un amore brutale, un amore crudele e malvagio, un fatto di cronaca che si ripete con lo stesso protocollo tutti i giorni. La vittima, ancora una giovane donna – l’aggressore, il suo fidanzato.

Quella spranga che ha utilizzato per colpirla, sappiatelo, è nelle mani di ciascuno di noi ogni volta che per “amore” violiamo altri, ogni volta che carichiamo sugli altri le nostre amorevoli aspettative traboccanti di egoismo.
L’amore, ovviamente, è un’altra cosa. E’ un caleidoscopio che intreccia visioni spesso inattese, che mostra e implica cambiamenti. A volte si interrompe. La bellezza del sentimento, confusa col possesso dell’oggetto che lo incarna, non può mai eludere la fine del sentimento stesso e comunque vada, sempre si deve fondare sulla sacralità di un valore assoluto ed incessante: il rispetto .
Educare i giovani al rispetto di se, significa favorire lo sviluppo della capacità di donarsi e di saper accogliere, rispettandolo, il dono dell’altra persona in una relazione sana. Non dico perfetta perché la perfezione in una coppia, non sta nell’essere totalmente compatibili o eternamente innamorati. Sta nella maturità di accogliere “con amore” ; senza subire o imporre un amore. Accettare una privazione infatti, richiede quel sapiente rispetto di se capace di riempire i vuoti del cuore con la pienezza dell’anima. Tratti essenziali di chi sa essere piccolo, di chi sa fidarsi, di chi cresce nella consapevolezza dei limiti umani e del proprio limite.
Quando “il caso” succede e, ahimè succede troppo, finiamola di rasserenarci pensando alla follia di una mente malata. Riflettiamo invece su come estirpare il virus che sta devastando l’amore.
Educare a riconoscere il “bene” dissociandolo dal “male” ; il bello dal brutto; il vero dal finto; è un buon inizio per riconoscere l’amore e amare la vita  sin dall’infanzia.
Questo tema, apparentemente banale, esprime l’urgenza del conseguimento della pienezza del Benessere sociale dando alla scuola un ruolo fondamentale.
Durante la convivenza scolastica colgo spesso nelle mie alunne la paura di un maschio aggressivo, offensivo, violento, anche solo verbalmente. Colgo in alcuni ragazzi il virus di chi pensa che la virilità sia forza per colpire, anziché forza per proteggere. E’ in crisi, ormai da tempo, il rispetto della dignità della persona e, lo ribadisco, una cultura che non riconosce la dignità della vita quando è fragile non può che fare violenza alle donne.
Il femminicidio, e qualsiasi tipo di violenza, non si palesano all’improvviso, ma cominciano lì, dall’educazione ricevuta da bambini e adolescenti a scuola e soprattutto a casa.
L’ attenzione della scuola deve essere volta alla costruzione di una nuova, diversa, relazione di genere tra giovani donne e giovani uomini, in cui parità e correttezza reciproche passino in primo luogo dalla valorizzazione delle differenze e poi, dall’educazione all’autostima delle ragazze oltre che ovviamente dall’educazione al rispetto per l’altro sesso da parte dei ragazzi.
La scuola, però, quando deve affrontare il tema dell’educazione sessuale ed affettiva barcolla, perché all’improvviso dovrebbe comprendere ed essere amica di quella dimensione di sé che non viene mai considerata: l’intelligenza del cuore e la sacralità del corpo.

Carla Puligheddu

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