Gattopardo: Cassandra e la parità negata

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Le Cassandre purtroppo avevano sempre ragione e per questo motivo erano odiate. Non è sempre bello aver ragione e lo è ancor di meno quando il triste teatrino che abbiamo raccontato si svolge all’ interno del Parlamentino Isolano. Questo teatrino ha una doppia valenza, ha il patrocinio dei sardi che hanno votato i loro rappresentanti, inconsapevoli di tale livello di ipocrisia; al contempo si svolge dietro lauto pagamento di un biglietto pagato da tutti i cittadini attraverso gli emolumenti che mensilmente gonfiano le tasche dei nostri Onorevoli Dispotici.

In questi anni poi, chiunque si sia trovato ad affrontare il problema della parità di genere come forma di rappresentanza elettiva ha avuto sempre gli stessi problemi e sentito sempre le stesse risposte da chi nulla voleva cambiare: “Che le donne si cerchino i voti” risuona come un motivetto stonato. Come se approvare una legge coerente con dettami costituzionali, principi europei, e leggi di rango nazionale non sia sufficiente per decidere di volere una modifica alla legge Elettorale.

Ma i nostri Onorevoli Dispotici vogliono andare e giustificare la restaurazione con una serie di assurde ragioni. Oltre ad enunciare anche principi prettamente regionali ( validi solo in Sardegna) e vogliono rappresentare un mondo che ai loro occhi è perfetto così tanto da non volerlo cambiare. Principi basati sul dovere delle donne di dover dimostrare qualcosa. Qualcosa che vada aldilà del diritto costituzionalmente riconosciuto dell’elettorato passivo : cioè in costituzione è detto che donne e uomini possono candidarsi e essere eletti e in Sardegna invece le donne per ambire a partecipare alle consultazioni elettorali con sistemi paritari come la DPG devono dimostrare altro. Di essere capaci, e meritevoli, ma sempre secondo i loro principi.

Qualcuno arriva a sostenere che le donne da candidare se le vuole scegliere forse in base a un diritto di stampo schiavista. Ho sentito sindaci dire “ma io alle donne do ruoli importanti, ho anche nominato assessore donne” in dispregio dell’obbligo di legge di garantire la rappresentanza di genere. Ho sentito in queste ultime settimane anche che si sta perdendo tempo a parlare di questioni inutili, come se attribuire finalmente per legge, alla parte del mondo più numerosa, il diritto naturale di essere presente nei luoghi delle istituzioni fosse inutile.

Cittadine e cittadine stiamo assistendo ad una pessima rappresentazione del fare politica, che dovrebbe essere anche l’arte della mediazione , ed invece sono riusciti a mediare solo sul gruppo che chiederà il voto segreto per poter dare la colpa ai franchi tiratori. La colpa di omissione sarà di tutti e nessuno si potrà riscattare ma le Cassandre continueranno coi loro vaticini sino a quando gli onorevoli Dispotici non saranno sconfitti e così pure il Gattopardo che per non cambiare niente pareva volere cambiare tutto.

Rita Mameli

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