E’ sempre tempo per condannare chi abusa

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E’ sempre tempo per condannare chi abusa.

Ridicolizzate, insultate e minacciate. Accusate di opportunismo come minimo. Nel mirino, come al solito, ci sono le donne ma questa volta quelle famose.
La loro colpa è quella di aver denunciato troppo tardi di essere state molestate e abusate.

Perché si svegliano adesso? Prima ci sono state per fare carriera, poi si sono svegliate per farsi pubblicità dopo dieci anni. Questi sono i commenti più gentili vomitati dal basso verso l’alto, fuori e dentro i social.

Il capo d’accusa, per gettare discredito e insulti, è che stanno denunciando tutte insieme e dopo troppo tempo.
Non sei credibile se non reagisci subito, se non riesci a difenderti, se non sai tenere a bada chi ti aggredisce. Significa che ci stai, ci sei stata e che te la sei cercata. Sembrano le vergognose arringhe degli avvocati difensori nei processi di violenza carnale, quando lo stupro era reato contro la morale e non contro chi lo subiva.
Come se non bastasse ci sono anche i commenti di volti più o meno noti del piccolo schermo ad ingrossare le fila degli odiatori da tastiera.

Sul banco degli imputati si mettono le donne che denunciano, mentre i presunti molestatori restano nell’ombra giustificati, compresi.
Quando si tratta di altri presunti reati come i furti o le rapine, a nessuno viene in mente di puntare l’indice su chi è stato rapinato. Ma se sei una donna e ad essere violato è il tuo corpo è un’altra storia. Ecco perché è così difficile reagire, significa esporsi alla gogna ed essere frugate ancora da chiunque.

Quando subisci un’esperienza da sola e, come in questo caso, l’artefice ha potere e consenso, sei disarmata perché ti senti complice e colpevole. Questo è il trucco da sempre. La vittima viene isolata dall’immagine di successo del carnefice che sa di avere il potere di farla sentire complice e colpevole. E allora devi tacere perché, in caso contrario, affronteresti le stesse accuse di complicità e di sensi colpa moltiplicate per tutti gli occhi che ti guarderanno.

Isolamento e solitudine indeboliscono sempre, soprattutto contro potere, fama e consenso. Ecco perché ora si stanno alzando le voci delle donne tutte insieme. È caduto il muro che divideva e si sa, l’unione fa forza e genera solidarietà. Quando sei capita e sostenuta da chi comprende il tuo vissuto, sei più forte e sai combattere.
Ora basta attaccare chi denuncia o racconta.

Nel dubbio tacete, taciamo e impariamo a condannare i carnefici e non le loro vittime.

Cristiana Collu

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