Contro la tratta degli esseri umani

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18 ottobre – Giornata europea contro la tratta degli esseri umani –
Papa Francesco interviene spesso a sostegno delle donne. Di recente parlando di Maria, il Papa ha osservato che “ha sofferto tanto nella sua vita” e ci fa pensare a tante situazioni dolorose che vivono oggi le donne. “In particolare, a quelle delle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, alle donne schiave della prepotenza dei potenti, alle bambine costrette a lavori disumani, alle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito dalla cupidigia degli uomini … confermando quanto sostenuto dallo stesso Pontefice nel recente passato, quando si era pronunciato contro la cultura della violenza e della schiavitù, invitando i governi ad adoperarsi per rimuoverne le cause.

Il tema riproposto dal Papa con cui fare i conti è la “schiavitù moderna” rappresentata da donne che si prostituiscono ma che in realtà sono legate alla tratta. Perché la tratta di esseri umani è un fenomeno che riguarda tutti i Paesi del mondo ed è una delle peggiori schiavitù del ventunesimo secolo. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale (53%) o lavoro forzato (40%), espianto di organi, accattonaggio, servitù domestica, matrimonio imposto, adozione illegale e altre forme di sfruttamento.
Ogni anno dei circa 2,5 milioni di persone vittime di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 70% sono donne e bambine. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite. D’altro canto per trafficanti e sfruttatori la tratta di esseri umani è una delle attività illegali più lucrative al mondo: rende complessivamente 32 miliardi di dollari l’anno ed è il terzo “business” più lucrativo al mondo dopo il traffico di droga e armi.
Nella civile e cristiana Italia si contano milioni di prestazioni sessuali a pagamento al mese. Le chiamano prostitute ma sarebbe meglio dire prostituite: costrette a vendere il proprio corpo per pagare un debito assurdo, per salvare se stesse e le loro famiglie. Sono vittime di un traffico vergognoso che dalla Nigeria all’Italia si snoda lungo le rotte di una delle peggiori schiavitù contemporanee.
Quello della tratta di ragazze nigeriane per lo sfruttamento sessuale è diventato, dagli anni ottanta in poi, un business da miliardi di dollari, fatto sulla pelle di ragazze giovanissime, cresciute in un contesto di miseria e degrado e desiderose di una vita migliore. Vengono ingannate da promesse fittizie, dal miraggio di un “altrove” fatto di benessere e felicità. Finiscono col trovarsi su una strada, costrette a sopportare i peggiori abusi, in una situazione di vulnerabilità e povertà ancora peggiore di quella da cui provengono. Sradicate, in un Paese straniero, spesso clandestine, senza identità né dignità.
Il tema della prostituzione della “Tratta” presente nelle nostre strade, dove sono visibili le donne ridotte in schiavitù, dovrebbe assumere centralità nell’azione dei governanti di tutto il mondo allo scopo di assumere azioni importanti che servano a contrastare il grave fenomeno della moderna schiavitù e restituire alle donne i loro diritti fondamentali: la libertà e la dignità.
Rita Corda

 

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