Una bici di nome Parità

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Le donne non sono migliori degli uomini .
L’altro giorno stavo googolando le frasi più stupide e fastidiose sulle donne e ho provato a digitare la peggiore in assoluto: “le donne sono migliori degli uomini”.
Mi sono apparse pagine e pagine al riguardo, articoli di Repubblica, dell’huffingtonpost, la Stampa, blog di giornalisti tipo Cazzullo, addirittura un video della sparata di Donald Trump su quanto le “Women are generally better than men”.

Tempo fa anche un tizio con un cognome che fa rima con catino scrisse, su un gruppo di donne sarde che si occupa di pari opportunità e diritti, che “le DONNE sono superiori agli uomini” dopo averne insultate una decina usando termini come “ziracca” e via discendendo.
Quante volte abbiamo sentito magnificare l’essere donna da uomini che si sono rivelati tra i peggiori maschilisti sia in pubblico che in privato? Il bello è che loro ci credono fermamente che le donne siano meravigliose e magnifiche, ma solo se rispettano i ruoli tradizionali e ne confermano gli stereotipi.
Avete mai provato:
– A non essere multitasking?
– A non avere voglia e tempo di pulire e riordinare in casa e non farlo?
– A non aver voglia e tempo di fare sesso e non farlo?
– A non avere voglia e tempo  di stirare e cucinare e non farlo?
– A non aver voglia e forza di alzarvi la notte per accudire vostro figlio che piange e non farlo?
– A non muovere un dito al ritorno a casa dopo una giornata di lavoro pesante?
– A non sentire il bisogno di diventare madre e manifestarlo serenamente?
Questi sono i comportamenti quotidiani e normali concessi, compresi e incentivati, a tutti gli uomini da sempre.
Ma se è una donna ad attuarne solo uno a caso, non è più donna, perde di magnificenza e dal podio viene sbattuta subito nell’ultima panchina tra le riserve.
Ecco perché un maschilista come Trump non si rivolgerebbe mai ad una donna dicendole hai voluto la parità e allora pedala. Perché significherebbe darle la stessa possibilità di un uomo, una sua bicicletta per pedalare come gli altri e soprattutto pretendere che anche gli altri pedalino come lei.
Proprio per questo dovremo essere per prime noi donne a riconoscere che questa idea autocelebrativa di noi stesse è dannosa, che soprattutto è divisiva e fa da diga a parità e inclusione di cui tutti noi abbiamo estremo bisogno.

Cristiana Collu

4 pensieri riguardo “Una bici di nome Parità

  1. Condivido tutto, escluso il punto dove si dice che se un uomo di potere ti dice “Hai voluto la bicicletta, ora pedala” significherebbe darti le stesse possibilità di un uomo. Quando ero diventata quadro all’Enel, il mio dirigente, peraltro democratico, me lo disse. Io pedalai e pedalai, raggiunsi gli obiettivi ma… gli incentivi che mi davano erano sempre di gran lunga inferiori a quelli dei colleghi, che a mala pena ci montavano sulla bicicletta!

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  2. É vero che l’universo maschile ci offre bici per dimostrare che comunque non saremo all’altezza dei loro sellini. Spesso ci sgonfia le ruote e ci prospetta salite dove l’ossigeno scarseggia. Dobbiamo dimostrare di farcela triplicando gli sforzi. Pretendiamo ora che sia l’universo maschile a triplicare gli sforzi. Tutte in sella a chiedere l’introduzione della doppia preferenza di genere.

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