Marcia per La Pace

Marcia-Pace-Laconi-

Coordinamento3 – donne di Sardegna , Aderisce alla Marcia della Pace 2017
Laconi 08/10/2017

Il Coordinamento3 – Donne di Sardegna che lavora a sostegno delle politiche per le pari opportunità il cui impegno è finalizzato all’ottenimento di diritti che sono riconosciuti dalla costituzione e da leggi specifiche ma che nella realtà faticano ad affermarsi: pensiamo al diritto al lavoro, alla salute, il diritto all’accesso alle cariche elettive su cui sta concentrando il suo impegno negli ultimi tempi,come l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda, un provvedimento che fu bocciato con il voto segreto dal Consiglio Regionale nel 2013; aderisce alla Marcia della Pace 2017. Il tema della 12 marcia della pace si sposa benissimo con il tema dei diritti e delle pari opportunità: un nuovo modello di sviluppo della Sardegna basato sul rispetto delle risorse ambientali culturali e identitarie, senza servitù militari e industriali, capaci di dare risposte al dramma della disoccupazione giovanile e femminile. Una società che non riconosce il diritto ad una parte dei suoi cittadini di partecipare alla vita politica e sociale è una società a rischio di democrazia ; una società dove le donne vengono relegate in ruoli di subalternità di diseguaglianza è una società a rischio. Non possiamo parlare di Pace se non parliamo di democrazia di libertà e di giustizia sociale perché la pace è fondata sulla libertà, sulla verità, sulla giustizia e sull’amore. (Giovanni XXIII, Lettera enciclica Pacem in terris ). Come ci ricorda la Pacem in Terris, gli esseri umani, essendo persone, sono sociali per natura, sono nati per convivere e operare gli uni per il bene degli altri. Ciò richiede che la convivenza umana sia ordinata, e quindi che i vicendevoli diritti e doveri siano riconosciuti ed attuati; ma richiede pure che ognuno porti generosamente il suo contributo alla creazione di ambienti umani, in cui diritti e doveri siano sostanziati: i diritti vanno esercitati e i doveri vanno compiuti. Una convivenza fondata soltanto su rapporti di forza ,su rapporti diseguali come nel caso dei rapporti uomo/donna non è umana. Siamo convinte che la pace è anzitutto una necessità politica e che non c’è pace possibile se vengono calpestati i diritti umani; che non c’è democrazia né libertà senza giustizia sociale; che i diritti e le libertà non possono mai essere piegati alla ragione di stato. Naturalmente la politica intesa come esercizio corale, pratica diffusa, processo collettivo. paziente costruzione di relazioni e ponti fra le culture, capacità di leggere le contraddizioni, affrontare i problemi e cercare le risposte. Non la politica prerogativa di pochi, percepita come distante, incapace di suscitare fiducia, di dare risposte al disagio del Paese, allora perde la sua capacità di servire al cambiamento . La politica deve ritrovare la connessione sentimentale coi cittadini: partendo dai luoghi di vita delle persone dove avanza la crisi sociale e culturale, ma dove ci sono anche le energie positive per reagire.
Con la cittadinanza attiva che riprende parola nel discorso pubblico.

La Segreteria organizzativa
Rita Corda, Simona Corongiu, Rita Mameli, Carla Medau, Carla Puligheddu.

 

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