Sia reso Onore alle Mani

Artigianato Artistico Sardegna

“Sia reso onore alle mani……..” perché le mani sono le protagoniste principali di tutta la produzione dell’ Artigianato Artistico Sardo e di queste mie considerazioni, maturate in questo settore attraverso gli insegnamenti e la passione di mio padre Antonio e arricchite dall’esperienza della gestione, per oltre 27 anni, di un osservatorio particolare come il punto vendita I.S.O.L.A. di Porto Cervo, cercando di delineare i tratti salienti di questo settore produttivo della nostra Regione e la sua attuale realtà.

L’Artigianato Artistico di Sardegna è un ricco patrimonio artigianale acquisito in una secolare tradizione. La forte carica espressiva ed identitaria della sensibilità artigiana, collegata a forti radici culturali ed ambientali, si deve ben distinguere da quella maggioranza di produzioni che fanno un maldestro uso della storia attraverso manipolazioni che danno luogo ad una falsa tradizione ispirata ad un folklore di superficie e senza anima.

L’ Artigianato Artistico esprime produzioni che in genere la macchina e la produttività seriale non possono realizzare, poiché il primo è un’attività biologica basata su un rapporto di vicinanza dell’uomo con la materia, che nel lavoro unisce mente e corpo, pensiero e mano -Si pensa con le dieci dita-, mentre nella seconda l’operaio è invece quasi totalmente estraniato dalla realtà produttiva, tanto da non potersi mai riconoscere nell’oggetto prodotto in quanto interviene solo con una sequenza di gesti.

Ma oggi, questo nostro patrimonio è ad un bivio, poiché di Artigianato Artistico non si campa, i più sopravvivono e la maggior parte è costretta a chiudere bottega.
Alcune delle cause che possiamo considerare sono dovute a:

• L’instabilità e l’occasionalità degli sbocchi commerciali
• L’isolamento geografico
• La debolezza finanziaria
• La dimensione del mercato locale
• La mancanza di tutela delle risorse professionali che, acquisite nel corso di molte generazioni si stanno gradualmente perdendo.
• La forzata riduzione dei costi a seguito della crisi economica che fa si che le imprese poggino su un solo uomo o su pochi addetti.
• La difficoltà economica di poter migliorare ed ottimizzare l’innovazione tecnologica e produttiva adeguandola ai criteri di sostenibilità e rispetto per l’ambiente
• L’artigiano che da solo provvede all’approvvigionamento per la produzione, al design, alla produzione stessa, alla commercializzazione, alla comunicazione e a tutto ciò che riguarda fare impresa avendo spesso solo la competenza e la forza economica per realizzare i prodotti e non altro.

Perché non riusciamo a salvaguardare un patrimonio di così grande rigore con una sua fisionomia che lo rende così unico. Unico per il suo isolamento e per l’orgoglioso rifiuto delle culture dominanti. Unico perché è anch’esso “un’ isola” che confina con il mare e con la sua memoria. Unico per la sua realtà del tutto singolare che lo rende veramente sardo.

Bisogna ritrovare l’orgoglio!
Bisogna prendere atto dell’importanza dell’Artigianato Artistico di qualità nell’economia sarda e dell’esigenza di includerlo in un progetto di valorizzazione produttiva, di verifica, di aggiornamento e di superamento delle contraddizioni che si manifestano al suo interno.
Bisogna essere disposti a conoscerlo in maniera approfondita per imparare ad amarlo e a sostenerlo. Bisogna ascoltare la voce degli artigiani ed i loro bisogni, senza cadere nell’assistenzialismo, ma dando loro gli strumenti perché possano continuare ad essere testimoni e sentano la responsabilità ed il piacere di tramandare, affinché questo patrimonio non si estingua.

• Le produzioni dell’Artigianato Artistico Sardo sono generalmente dotate di una forza poetica e di una raffinatezza istintiva che non ha tempo e che si basa, non tanto sull’aspetto formale, ma soprattutto sul modo in cui sono realizzate.
• Sono oggetti che vengono dalle persone e sono costruiti per un’ identità stabile e duratura e non per moda.
• Sono concepiti come elemento di vita per chi le produce e per chi le consuma e poiché derivano dal pensiero della mano e dal suo rapporto con la materia acquistano un significato sempre più raro.
• Sono produzioni che si collocano in modo riconoscibile all’interno di uno spazio culturale ricco e variegato, racchiudente in se la capacità di rinnovarsi con straordinaria attualità per il soddisfacimento dei molteplici bisogni umanistici dell’uomo, senza mai trascurare di fornire
un’ emozione capace di far rivivere il passato, perché per innovarsi serve la storia.

Storia e innovazione sono conseguenti, nel senso che per fare il nuovo bisogna fare il miglior utilizzo della nostra memoria.

• Le sue componenti fondamentali sono: la spinta emotiva, il valore della manodopera, i significati culturali, la rarità del prodotto che ne fa un’offerta economica unica nel mondo.
A tal proposito è opportuno considerare il pensiero e lo studio del professore Stefano Micelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e autore del libro “Futuro artigiano”, già alla quinta edizione e vincitore del prestigioso premio Compasso d’oro nel 2014 e che risponde così alla seguente domanda postagli in occasione di un’intervista:

“Il saper fare artigiano è ancora determinante per la nostra economia?
L’Italia continua a detenere un capitale straordinario nel saper fare. Possiede un patrimonio di conoscenze legate alla manifattura di qualità che rappresenta uno dei punti cardine su cui ricostruire una parte consistente della nostra economia.
A lungo abbiamo considerato il persistere di questo patrimonio di pratiche, di gesti, di sensibilità come un segno della nostra difficoltà di entrare nella modernità industriale. Oggi iniziamo a capire che questa cultura unica al mondo rappresenta una risorsa che può contribuire in maniera sostanziale al rilancio – non solo economico – del nostro paese. “

Dunque, l’Artigianato può creare nuove fonti di reddito, il “saper fare con le mani” è in crescita e l’artigianato non è affatto in via di estinzione ?

Allora è arrivato il tempo di fare!
In virtù degli sforzi e della tenace resistenza degli artigiani in Sardegna, esiste ancora un artigianato vivo, interessante e prezioso sia per gusto che per inventiva. La Regione deve assumersi la responsabilità della sua salvaguardia per tenerne viva la sua tradizione, che può creare benessere ed occupazione soprattutto giovanile, senza dimenticare quell’importante settore di imprenditoria femminile legata principalmente ai tessuti, ai ricami, alla cestineria che sono parte preziosa ed importante dell’Artigianato Artistico Sardo.

Gli artigiani, in considerazione della loro insufficiente organizzazione e per le inadeguate risorse finanziarie ed umane a disposizione, avvertono l’esigenza di un interlocutore che possa supportarli nella costruzione di un efficiente sistema commerciale attraverso tutte le funzioni di un marketing legato al processo di produzione, distribuzione, vendita e promozione commerciale.

Le Istituzioni, in virtù dei loro compiti, devono essere il riferimento più preciso e concreto per la valorizzazione, la tutela ed il risanamento dell’ Artigianato Artistico, svolgendo un ruolo di traino per l’impulso e la razionalizzazione di tutti gli aspetti operativi relativi ad una selezionata e qualificata parte delle produzioni.
Da qui la necessità di creare un modello referenziale e di riferimento per gli artigiani e gli operatori commerciali, anche oltre i confini regionali, costruito con nuove ed efficienti modalità gestionali.

In questa logica il recupero dei compiti, riveduti e corretti ed a suo tempo affidati al ex I.S.O.L.A., appaiono ancora oggi un possibile metodo per affrontare i problemi accennati e per contribuire al superamento della fase di stallo in cui si trova oggi il comparto.

A sostegno di quanto considerato sino ad ora, le parole scritte da un grande architetto e designer del ‘900 quale è stato Giò Ponti e pubblicate nel 1962 sulla rivista “Domus” da lui fondata, risultano ancora oggi quanto mai attuali. In questo articolo Giò Ponti, dopo aver visitato la VI Mostra di Sassari dell’ Artigianato Artistico Sardo, plaude con entusiasmo ai risultati raggiunti da Eugenio Tavolara all’interno dell’ I.S.O.L.A

“Sia reso onore alle mani ……..” di Marianna Bussalai

“Signorina Mariannedda de sos Battor Moros”,

che con le sue mani volle ricamare nella nostra bandiera i dolori, i sacrifici e le sofferenze della sua terra in quegli anni, ma anche le nuove speranze e l’orgoglioso sentimento di appartenenza per le generazioni future alla cultura ed alle tradizioni della sua e nostra amata Sardegna.

Annalisa Sau

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