Donne nel Silenzio

AleAddari

Donne senza voce che quotidianamente faticano nel silenzio, fuori da qualsiasi catalogo o definizione. Sfuggono persino alle classifiche Istat perché una sola cosa le accomuna la lotta quotidiana per il benessere di chi le circonda.
Stiamo parlando di tutte quelle donne madri single, figlie di anziani genitori, madri vedove con nipoti a carico, solitarie percettrici di redditi minimi che ogni giorno affrontano ostacoli, difficoltà di ogni genere senza poterle condividere con nessuno.

Perché loro un reddito magari ce l’hanno.

E’ che non basta mai fino alla fine del mese, con un affitto da pagare e la spesa da fare tutti i giorni.

Ci sono le madri separate con uno o più figli, quelle che hanno storie d’amore sbagliate alle spalle con uomini fantasma o impossibilitati ad aiutarle per mancanza di un lavoro.
Sono donne che la mattina si svegliano presto, mettono insieme qualcosa per colazione, vestono i figli, con un utilitaria li portano a scuola poi corrono al lavoro, combattono in ufficio, fanno la spesa, poi di nuovo a casa e in centro a finire le commissioni. Stremate arrivano a sera e la casa è ancora da sistemare.

C’è chi, le più fortunate si fanno aiutare dalla madre, altre si fanno aiutare da altre madri poi spesso il lavoro prosegue anche nel pomeriggio frammentato da telefonate di genitori, figli insegnanti. Giornata che sono già difficili di per se, ma che diventano infernali quando bisogna consegnare i documenti a scuola alle ore più incredibili o quando arrivano le bollette proprio nel mese in cui bisogna rifare il corredo scolastico, comprensivo di scarpe da ginnastica, tute e zaino. A volte si guasta l’auto e occorre trovare una soluzione o c’è da ricomprare lo scaldabagno, farselo sistemare spendendo il meno possibile. Tutto senza dimenticare di aiutare i figli a fare i compiti o di portarli fuori.

A volte la condizione di queste donne è ancora più grave: sono costrette a lasciare i figli dai nonni per giorni interi perché lavorando in un centro commerciale non si fa in tempo nemmeno a dargli da mangiare.
Poi a specchio ci sono le madri che accudiscono figli e nipoti: il separato che non sa dove andare, la figlia single che ha lasciato un uomo impossibile e ritorna a casa con la prole. L’altro giorno ne ho incontrata una che faceva la fila per vaccinare la nipotina. La figlia è tornata a casa dopo un matrimonio sbagliato ha due bambini piccoli e nessun lavoro e lei con la sua pensione da 800 euro deve far quadrare i conti. Mi guarda disperata chiedendomi aiuto – “non ce la faccio più mi dice, ma per lo Stato noi non abbiamo bisogno di nulla, persino a scuola ci chiedono di comprare di tutto: carta igienica, sapone, acqua oltre ai quaderni e le cartelline con gli anelli”.
Donne che corrono anche per occuparsi di anziani genitori, scorbutici e che non possono certo permettersi una badante. Corrono anche loro tra farmacie, uffici INPS e poliambulatori con una grande preoccupazione sempre nel cuore.
Le vedi per strada modestamente vestite, i capelli sempre un po’ in disordine, le occhiaie e lo sguardo perso nei pensieri, di corsa che non badano a nessuno.

Un esercito di donne di cui nessuno parla, di loro non si occupano nemmeno i giornali perché la loro condizione è considerata la normalità. Accudire prole o genitori anziani è un dovere al quale non ci si può sottrarre. Questa è la cultura dominante e si diventa schiave di una vita massacrata dai ritmi degli altri.
Davvero però non si può cercare di alleggerire la loro condizione? Davvero le scuole devono essere così nascostamente costose? Davvero permettersi un aiuto per gli anziani è un lusso per ricchi percettori di pensioni? Davvero questo paese non è capace di dare una mano a queste micro famiglie?

Sono domande alle quali non so rispondere, però credo che una società moderna e sviluppata debba garantire a tutti un livello di vita di qualità o almeno fornire servizi pari alle tasse che vengono versate. Non si può non tenere in considerazione che chi percepisce oggi 1200/1400 euro è quasi a livello di povertà.

Bisognerebbe premiarle certe donne che nemmeno raccontano le loro storie, bellissime storie di coraggio e tenacia, perché soltanto il coraggio riesce a far si che anche con poco si riesca a fare molto.

Alessandra Addari

 

 

2 pensieri riguardo “Donne nel Silenzio

  1. il quotidiano che i pochi privilegiati non vogliono vedere, per i politici non esiste.La “Banca” famiglia non ha acquistato titoli tossici, li subisce.

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  2. Le donne non raccontano la loro storia costruita con azioni eroiche quotidiane. Il coraggio di vivere e’ una virtu’ declinata al femminile. Ma quanta fatica si fa! Quante volte al giorno dichiariamo che ” basta non ce la faccio piu’!” E invece andiamo oltre e proviamo anche un vago disagio al pensiero che gli altri ci vedano deboli e temiamo la sopraffazione altrui come se fosse una nostra responsabilita’. Non siamo adattabili all’organizzazione neoliberista attuale della societa’, che sta pretendendo il possesso esclusivo della nostra vita.

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