Il Totem della Vergogna

Croazia

Contro il fantasma del Voto Segreto : “Il Totem della Vergogna”.

In Croazia, una “colonna infame” segnala i partiti e gli esponenti politici che violano le quote di lista. Nonostante le modifiche al sistema elettorale introdotte nel 2000, la proporzione delle donne elette nel parlamento croato e nelle istituzioni locali si ferma al 25%. I partiti infatti disattendono puntualmente e ampliamente l’obbligo di includere almeno il 40% di ciascun genere nelle loro liste.
Nel 2007 l’organizzazione femminista croata CESI ha deciso di rispondere a questa situazione attraverso il lancio della campagna “Stup srama” (Colonna infame).
La strategia è quella del naming and shaming, e prevede la presenza di vere e proprie “colonne infami” nelle strade, durante le campagne elettorali, sulle quali vengono pubblicati i nomi di esponenti e partiti politici che persistono nell’ignorare le norme sul riequilibrio di genere.
La CESI gestisce anche un sito web che pubblica i peggiori esempi di linguaggio sessista o discriminatorio da parte di politici e di altre figure pubbliche, e ogni mese dà al pubblico la possibilità di votare per i più scandalosi tra loro: https://www.libela.org/stup-srama

L’Istituto Europeo per l’Eguaglianza di Genere (EIGE) ha incluso la “Stup srama” croata nell’elenco di buone prassi per le campagne di sensibilizzazione in tema di equilibrio di genere nei processi politici.: http://eige.europa.eu/gender-mainstreaming/good-practices/croatia/political-parties-pillory
Intanto in Sardegna, si attende con trepidazione lo stralcio della norma che introduce la doppia preferenza di genere dalla più ampia proposta di modifica della legge elettorale statutaria.
D’altra parte, se l’Italia si piazza al 23° posto tra i 28 Paesi UE in fatto di partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale (dati EIGE), la Sardegna si conferma ultima tra gli ultimi, occupando il 18° posto sulle 21 regioni e provincie autonome, con solo 4 donne in Consiglio regionale su un totale di 60 consiglieri (il 6,7%).
Il Consiglio regionale della Sardegna è in grave ritardo sul tema, soprattutto in considerazione dell’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali.
E ora sotto i portici del Palazzo di Via Roma è ricomparso il fantasma del voto segreto, quello che nel 2013, nel corso della precedente legislatura, contribuì efficacemente ad affossare la doppia preferenza.
E questa non vi sembra una vergogna?
PS se mai vi pungesse vaghezza, segnaliamo che il granitico edificio del Consiglio regionale dispone di numerose ed ampie colonne.
Ma Intanto firmiamo e divulghiamo tutti la petizione: https://firmiamo.it/doppia-preferenza-di-genere-per-elezioni-regionali-sarde

Redazione “Coordinamento3”
Donne di Sardegna

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